Credere oggi: credenti e non praticanti

La Chiesa, intesa non solo come gerarchia, credo debba annunciare la parola di Dio e testimoniarla con l’esempio. Ora la “nuova evangelizzazione” sembra quasi un tentativo per raccogliere altri adepti e riempire nuovamente le chiese. Ma a dover essere evangelizzati non sono i non credenti (non soltanto loro) ma anche i credenti! Troppi cristiani si definiscono tali senza saperne il significato,  senza aver la benché minima capacità di trasformare in gesti di quotidiana esistenza la fede professata con le labbra o celebrata nel culto domenicale. 

L’ignoranza religiosa è allarmante. Nonostante viviamo in un paese, Italia, quasi cattolico al cento per cento (direi meglio di battezzati) e che l’ora di religione ha ancora un livello di adesione più che discreto (anche se di anno in anno la flessione comincia a presentarsi in ordine del settanta per cento di avvalentesi) eppure l’ignoranza religiosa dilaga.

E’ necessario formare cristiani adulti nella fede. Perché sappiano dare ragione del proprio credo. E, soprattutto, testimoniare la bellezza dell’incontro col Signore con una vita coerente. Credenti no praticanti è come dire sale che non sala! 

 dgl