Ho ascoltato il primo angelus di papa Francesco

Ho ascoltato il primo angelus di papa Francesco. Mi ha colpito questa insistenza sul tema della misericordia rivolta a tutti incondizionatamente. E mi ha colpito lo stile colloquiale con cui ha presentato l’idea di una fede semplice, profonda e sapiente ispirata dall’azione dello spirito santo più che da approfonditi studi di teologia alla gregoriana.

“Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto”. Questa espressione del Papa Francesco rivela una profonda e disarmante verità. “lui mai si stanza di perdonarci, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono”.

Insomma Dio è Padre Misericordioso, altrimenti il mondo già non esisterebbe più. Ma, alle volte, noi ci stanchiamo di chiedere perdono, di riconoscere il suo vero volto, di accogliere la sua offerta di vita.

Impariamo la lezione da questa ultra ottantenne “nonna” che si presenta al confessionale con la consapevolezza che “tutti abbiamo peccato”; abbandoniamo quell’atteggiamento farisaico che alle volte ci porta sulla soglia del confessionale con l’arroganza di chi apre la bocca per dire “io, padre, non ho peccati da confessare”. Almeno l’umiltà di riconoscere che “non conosco il mio peccato, ma certamente sono un peccatore”. Ed allora la misericordia di Dio, che mai si stanza, potrà mettersi all’opera attraverso l’azione dello Spirito Santo e potrà aprire il nostro cuore e la nostra mente alla fede.

Nei prossimi giorni i riti della Santa Pasqua porteranno molti a rinnovare la confessione sacramentale per il precetto. Preghiamo fin da ora tutti perché questo sia un tempo di grazia, occasione di incontri densi dove al Signore è data la possibilità di “affacciarsi dal Cielo, così la nostra terra darà il suo frutto”: giustizia, verità, misericordia.