Ma tu don dove dormi?

Ma tu don dove dormi?

È la domanda semplice e spontanea di un ragazzino che ieri a pranzo si è trovato davanti a me e, seduto con altri suoi amici, tra le varie cose che ho ascoltato e che mi hanno raccontato (i loro giochi, la loro squadra, …) ogni tanto emergeva anche qualche domanda su di me e la mia vita.

Lo stupore quando ho detto loro che anche io vado a scuola, ma ci vado come professore…

Ma la cosa che più li ha attratti è l’idea di abitare li, in oratorio. Avevano già visitato la casa delle suore, su su al terzo piano del palazzo che è sede dell’oratorio e della parrocchia. Ma non si erano mai posti il problema di dove abita il don.

Allora li ho guidati ad una visita (che probabilmente a loro è parso come la visita alla “città proibita” in Cina oppure l’avventuroso viaggio di Harry Potter) al mio appartamento, o meglio ai locali che la parrocchia destina come abitazione per il sacerdote.

La cucina, la sala da pranzo, la camera da letto, il bagno, c’è tutto persino il televisore per vedere le partite (preferisco il giro d’Italia in questo periodo).

Ecco il pranzo di ieri dunque è stato un’occasione per squarciare un velo di curiosità (che alle volte rimane inespressa) sulla vita domestica del don oltre a scoprire ad esempio che il don “ha un anno in più del nostro papà, ma sembra più giovane”; un modo semplice per costruire relazioni, riavvicinarci alle persone con semplicità, ascoltare e fare proprie le domande dei bambini.

Un’occasione per sperimentare, forse più che in altre situazioni, il volto familiare, cordiale e semplice della vita della comunità cristiana.

Anche questo può essere una domenica passata insieme in oratorio.

Don Gianluca