Omelia per il 101° anniversario della morte della Beata Suor Maria della Passione

Così don Paolo Masperi nella sua omelia parla delle suore e della loro vocazione in occasione del 101° anniversario della morte della Beata Suor Maria della Passione.

 

27 luglio 2013

Se il Signore ci chiedesse: “domandami ciò che vuoi ed io te lo darò.”, noi chiederemmo: “vivere nella gioia, salute, bellezza, soldi”.

Salomone ha chiesto un cuore docile: cioè la sapienza nel fare le proprie scelte, valutare ciò che davvero conta nella vita.
La liturgia ambrosiana ci indica di essere umili nelle ore prospere e fiduciosi nei momenti avversi: questo atteggiamento ci rende graditi davanti a Dio: far bene i conti per ricercare ciò che vale la pena, fare scelte indovinate, senza fretta, con molta ponderazione, con il primato del Cuore di dio e non con la logica del mondo.
Da vent’anni sono presenti in questa Parrocchia le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia: la loro presenza ha reso evidente il genio femminile, dono di Dio, attraverso la loro consacrazione. Molto bello è il loro Carisma cioè quel dono che Dio ha dato ai piccoli e agli umili di cuore per il bene dei fratelli come la beata Suor Maria della Passione. Eucarestia e Croce sono la sintesi del dono più grande di Dio:la Croce è l’eterno realizzato nell’immolazione pasquale di cristo, agnello senza macchia; l’Eucarestia è il Sacramento che la Chiesa rinnova e celebra: il riferimento è sempre la Croce dalla quale scaturisce la salvezza per la nostra redenzione.

 

Alle suore:

  • Un grazie sincero per il fatto che ci sono e da 20 anni la loro discrezione si è fatta strada nel cuore dei fratelli e nella carità.
  • Un augurio che il loro carisma diventi centrale in ogni carità: Croce e Eucarestia: due facce di un’unica medaglia che è l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori.
  • La differenza di vocazione, cultura, provenienza non offuschi la dose di stima , calore, affetto che ognuno di noi deve avere per le nostre suore. In loro si è realizzato quanto detto da Gesù: “In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà.”
  • la storia si incaricherà di dimostrare queste parole rendendo il loro cammino il modo concreto di testimoniare l’amore di Gesù per noi.